Internet, ingrediente necessario

internet

All’inizio era tutto e niente: a seconda dei casi, e delle opinioni delle persone, era il diavolo tentatore, una cosa inutile, un divertimento per pochi eletti, un’invenzione sciocca buona solo a far spendere inutilmente i soldi alla gente… Poi, nel giro di pochi anni, gli scettici, quasi tutti, si sono ricreduti e si è scoperto che nessuno, o quasi, ne può fare a meno. Il nostro focus, in questo numero è su Internet, croce e delizia, male e cura, amato e allo stesso tempo odiato protagonista della nostra vita, privata e professionale. Sempre più diffuso, sofisticato, semplice e al tempo stesso difficile da gestire, è una “gioiosa macchina da guerra” capace, se ben usato e coccolato, di cambiare le nostre sorti, almeno dal punto di vista professionale. Pensateci bene: fino a pochi anni or sono ben pochi ristoranti e pizzerie avevano un loro sito. Però, salvo alcuni casi, era tutto “fai da te”: poche immagini e di bassa qualità, testi generici, più propri di un volantino pubblicitario che di un “biglietto da visita” importante qual è ormai diventato Internet, reale vetrina per il proprio lavoro. Insomma, eravamo agli albori. E’ bastato poco tempo perché si passasse, dal punto di vista di grafica e contenuti, dall’arte di arrangiarsi a un livello estremo di sofisticazione, e la cosa ha indubbiamente dato i suoi frutti. Ora, considerando la sempre maggiore diffusione della rete, ci siamo chiesti come vi comportate nel vostro lavoro, quale importanza date al vostro sito, com’è strutturato e quali vantaggi o problemi vi ha dato. Cominciamo da qui.

 

Strategie definite

“E’ da parecchio tempo che ho un sito per il mio ristorante – racconta Luca Finotti de Il Traliccio Bis di Genova (www.iltralicciobis.it) – e ho preferito una grafica semplice, comunque in linea con il look e le pretese del mio locale; questo ha fatto si che l’investimento, in termini economici, non fosse troppo pesante. Curo invece particolarmente tutti gli aspetti relativi ai contenuti: spesso li aggiorno, li cambio, e carico immediatamente le promozioni in corso, una al mese, e le news oltre ad avere un contatto diretto, attraverso la mia web page, su Facebook, che mi garantisce parecchia visibilità e aumenta le visite al mio link”. Idee chiare, e di sicuro riscontro, quelle del ristoratore ligure, parzialmente diverse rispetto a quelle di Massimo Bertoncini, patron del Ristorante Pizzeria Leonardo di Vinci (FI) (www.ristoranteleonardo.com): “Semplicità quasi estrema per la mia web page – ci dice – quasi tutta improntata sulle caratteristiche del mio locale e sul tipo di cucina. Dove sta il trucco? A chi si iscrive alla mia newsletter si apre un vero e proprio mondo. Attraverso l’invio via e-mail ecco curiosità, ricette, novità…” Ognuno ha la sua strada, quindi, e in questo caso la strategia è quella di invogliare il potenziale cliente a visitare il ristorante, visto che il sito è volutamente parco di informazioni. E la curiosità, si sa, spesso paga.

 

Altre scuole di pensiero

C’è poi chi decide di praticare tutt’altra strada ancora, in nome dell’eleganza e del valore aggiunti. E’ il caso del titolare del locale e del sito della Pizzeria La Stazione di Tivoli (RM) (www.pizzerialastazione.it). “Ho voluto un sito dinamico, elegante e raffinato – puntualizza Gianluca Lillo – che fosse in linea con il look del mio locale. Testi ricercati ma non eccessivi, foto d’impatto e di qualità, una pagina per i commenti, nella quale lascio anche le eventuali note negative e poco altro. E’ una web page che sento mia, riflette me e le caratteristiche del mio locale. Il costo? Certo non è a buon mercato, ma posso garantire che il gioco vale la candela, perché spesso un sito ad hoc vale molto più del classico biglietto da visita”. Un’opinione, quest’ultima, da sposare senza riserve. Guardando infine il sito di Sasà Pizza Mia di Napoli (www.sasapizzamia.it) qualcuno potrebbe pensare che su Internet basta esserci e basta, ma sbaglierebbe. “Il fatto che la mia web page sia fatta in questo modo – sostiene Salvatore de Rinaldi, il titolare – è voluto. Ho cercato di ottimizzare i costi ma soprattutto ho colto umori e ascoltato i consigli dei miei clienti e amici. A noi il sito va bene così, e funziona bene. Ho un buon numero di visitatori e, dalla sua nascita, clienti nuovi che mi hanno scoperto attraverso Internet”. Tirando le fila: se non avete un sito del vostro locale pensateci bene. Il mondo, soprattutto quello tecnologico corre veloce e non aspetta nessuno.

 

Attenzione al “fai da te”

Internet va veloce, lo sappiamo, e si migliora sempre più. Mentre pochi anni fa era necessaria, per garantirsi una buona posizione nei motori di ricerca, la sponsorizzazione attraverso Google (che costava e non sempre garantiva risultati apprezzabili), ora è tutto cambiato. Link interni ed esterni, parole chiave nella web page e nelle successive (ad esempio, nel vostro caso, pizza, forno a legna, giardino interno, eccetera) se ben studiate vi garantiranno una posizione entro le prime due pagine dei principali motori di ricerca. Attenzione però a non abusarne e al fai da te. Meglio affidarsi a seri web master. Certo hanno un costo, ma i risultati vi ripagheranno di certo. E non dimenticate la possibilità di inserirvi, con il vostro locale, nei principali social network come per esempio Facebook e Twitter; anche per aziende, ristoranti e pizzerie funzionano sempre di più. Chi poi vuole ottenere veramente il massimo e ha una vera e propria passione per la rete può anche pensare a un blog, sempre più diffuso e sempre più efficace; ma ci si deve dedicare del tempo.

 

La nostra esperienza

Sì, ci siamo anche noi e, modestamente, crediamo di aver fatto bene le cose. Andate a dare un’occhiata al nostro sito (www.pizzafood.it) e giudicate qualità, impaginazione e contenuti, che rinfreschiamo e aggiorniamo di continuo. Diamo un numero, quello che conta? 12.000 visite mensili possono bastare per rendere l’idea dell’importanza della rete? Vi garantiamo che sono numeri importanti, sul  web bisogna assolutamente esserci. E la nostra pagina di Facebook? 2.300 contatti a tutt’oggi. Certo, tutto questo è anche un lavoro per noi, ma ne vale la pena.

Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Don't have account. Register

Lost Password

Register