Pizza-euro, dieci anni dopo

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Nella vita di ognuno di noi ci sono delle date che segnano per sempre. Alcune sono personali, altre meno. Molte di queste ultime rappresentano la fine di un’epoca e l’inizio di un’altra, come in questo caso. I numeri: 1 gennaio 2002, entrata in vigore nel nostro Paese dell’euro, la nuova moneta unica europea; 28 febbraio dello stesso anno, uscita di scena definitiva della vecchia lira, che ancora molti (ancora di più da alcuni mesi a questa parte) rimpiangono. E da dieci anni a questa parte ecco una ridda di polemiche, accuse, discussioni sull’aumento dei prezzi, come a dire, e soprattutto a pensare, che l’introduzione della moneta unica sia la vera responsabile di inflazione e dissesto economico e che sia stata un’ottima scusa per aumentare, e di parecchio a sentirne alcuni, i prezzi. Ma è veramente così? Ma soprattutto è vero, come molti sostengono, che i primi ad approfittarne siate stati voi ristoratori e pizzaioli? Partiamo da alcuni dati di fatto: l’introduzione della moneta unica si è resa necessaria, tra l’altro, per favorire l’interdipendenza economica e per aiutare il commercio tra gli stati membri. Tutto ciò avrebbe dovuto portare benefici evidenti a tutti i cittadini dell’Eurozona, portando a una riduzione nel tempo delle differenze dei prezzi, e cioè a una specie di “uniformità economica” in tutta Europa. Le cose, evidentemente, non sono proprio andate così, ma questo è un altro discorso. E voi che ne dite? Vi siete comportati bene o avete approfittato della nuova moneta per “giocare al rialzo”?

 

Difficoltà oggettive

 “Ho cercato di approfittarne il meno possibile – racconta Stefano Fierro della Pizzeria La Napa di Trieste (www.pizzerialanapa.it) – ma qualche ritocco l’ho dovuto fare. Con l’introduzione dell’euro anche per me tutto è aumentato: i prodotti, le bollette, affitti vari, insomma tutte le spese vive che devo sostenere per la mia attività. I miei fornitori hanno alzato i prezzi e mi sono dovuto adeguare, cercando di contenermi. I margini di guadagno per me sono sensibilmente diminuiti, anche perché devo obbligatoriamente offrire lo stesso servizio e la stessa qualità senza tagliare nulla. Diversamente, i miei clienti li perdo…”. Se non è un grido di dolore, questo, poco ci manca. Ma c’è chi va oltre, anche e soprattutto in virtù della posizione della sua città, una delle mete preferite dai turisti stranieri: “Il passaggio dalla lira all’euro – afferma Cesare Lorenzoni de La Buca di San Pietro di Siena (www.labucadisanpietro.it) – ha rappresentato nel mio caso un paio di problemi in più: oltre a dover aumentare lievemente i miei prezzi, e non potevo fare altrimenti, li ho dovuti adeguare, arrotondando però per difetto, al cambio dell’euro per fare “cifra tonda”, per la comodità dei miei ospiti forestieri. In ultimo, ho velocemente ristampato i miei menù, volantini e aggiornato il sito internet… Tutti costi in più”. Sembrerebbe di capire che il passaggio dalla vecchia alla nuova moneta non sia stato un grande affare per nessuno, quindi, ma a parte le soluzioni fin qui viste cosa si può fare?

 

Soluzioni e considerazioni

 “Oltre ad accontentarsi di guadagnare di meno – è l’opinione di Michele Dibattista della Pizzeria Le Serre di Foggia (www.pizzerialeserre.it)  – il trucco è quello di pagare i fornitori sull’unghia. Molti ristoratori, almeno dalle nostre parti, accumulano debiti con loro e questo ovviamente nel tempo determina un aumento di quanto è dovuto. Se io invece pago subito ciò che ricevo riesco a risparmiare quasi il 20% rispetto a quanto dovrei sborsare dilazionando e rimandando il pagamento. Contento io (mi fanno lo sconto), felici loro e i miei margini di guadagno, erosi dal passaggio alla moneta unica, sono ancora dignitosi”. Ma c’è un’ultima annotazione interessante in questa inchiesta, e la voce è quella di Sergio Turi, patron della Pizzeria da Brigida, sempre di Foggia (www.pizzeriadabrigida.it): “Il 90% dei miei avventori paga con denaro contante. Questo ha fatto sì che con l’avvento dell’euro io per un lungo periodo abbia dovuto fronteggiare costi di transazione ben più alti rispetto a chi veniva pagato attraverso ‘denaro elettronico’,  che godeva di una corsia preferenziale dal punto di vista economico. Le posso garantire che questo ha inciso parecchio nella mia attività”. Non vorremmo alimentare dubbi e provocare altre discussioni, ma allora siamo veramente sicuri che il passaggio lira-euro abbia messo tutti d’accordo? Date un’occhiata al box di questo articolo e fatevi la vostra idea…

 

Dati discordanti

E’ una polemica che dura da dieci anni, quasi che ci fosse da festeggiare. I numeri dovrebbero parlar chiaro e invece… Invece da una parte ci sono la percezione dei clienti, che in molti casi pensano che con il cambio lira-euro voi ristoratori e pizzaioli abbiate alzato, e di molto, i prezzi. Fanno loro eco istituti di ricerche di mercato e Codacons che sbandierano dati terrificanti relativi all’aumento dei prezzi a causa dell’euro (si parla addirittura di cifre superiori all’80%). Dall’altra parte della barricata troviamo invece la Fipe e l’istituto centrale di statistica Istat che invece sostengono che oltre un aumento di 5 o 6 punti percentuali non si va. Cifre ben lontane tra loro, talmente distanti da pensare che forse nessuno ha ragione fino in fondo e che, come per i grandi misteri, non sapremo mai la verità. Chi ha ragione? Uno, nessuno o centomila?

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