Sfida all’ultima pizza

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Superare i propri limiti, raggiungere nuovi traguardi, dimostrare valore e capacità. Sono questi alcuni degli elementi che contraddistinguono la competizione, da sempre parte integrante dell’animo umano. Vi sono però degli ambiti, in cui essa non è intesa solo ed esclusivamente come strumento per affermarsi da un punto di vista individuale e professionale. Esempio ne è il settore della ristorazione e, in particolare, il segmento relativo alla pizza. Qui la sfida, pur rimanendo tale, vede sfumare i propri contorni. La competizione abbraccia il confronto, consente di accrescere le proprie competenze e le conoscenze sull’arte della pizza. È questo uno dei motivi per cui gare e concorsi, all’interno di questo settore professionale, riscuotono un grande successo. Il fenomeno assume dimensioni sempre più grandi; da quelli locali, sino a quelli internazionali, sono sempre di più i concorsi che vedono protagonisti pizzaioli provenienti da ognidove. Divisi in categorie – anch’esse in crescita – si sfidano a suon di impasti e farciture, per mostrare bravura e competenza, conquistare i palati più esigenti e raggiungere la vetta della classifica. Un obiettivo e un riconoscimento che si trasformano in grande visibilità e che possono andare ad alimentare nuovi business. Per comprendere fino in fondo la natura e l’importanza dei concorsi abbiamo incontrato alcuni dei pizzaioli che sono saliti sul gradino più alto del podio di diverse competizioni. Direttamente dai campioni, quindi, scopriamo qual è il valore aggiunto dei concorsi per pizzaioli, su quali basi sceglierli e come affrontarli nel modo giusto.

Perché iscriversi?

I motivi sono numerosi e vanno da quelli legati alla sfera personale, come il desiderio di emergere o di guadagnare ulteriore visibilità, a quelli più pratici. I concorsi, infatti, vengono a volte intesi come occasioni di business. Ma a spingere la maggior parte dei pizzaioli a partecipare è la voglia di crescere e di imparare, sempre più. Vale anche per i campioni. Parola di Gianni Calaon, che si fregia di 3 titoli mondiali, conquistati in diverse categorie. Le sue pizze possono essere assaggiate presso GustiAmo, a Milano e presso il Ristorante Pizzeria La Pieve a Chiampo, Vicenza. “I concorsi – afferma – sono ottime occasioni per un confronto leale tra i partecipanti. Osservando i colleghi, provenienti da diverse località e discutendo con loro, è sempre possibile imparare qualcosa di nuovo o di tipico di una determinata regione”. Sull’argomento, interviene anche Marcello D’Erasmo, campione del mondo di pizza napoletana Stg e titolare della Pizzeria Mamma Rosa di Ortezzano, Fermo. A suo giudizio, le competizioni rappresentano sicuramente importanti momenti di confronto ma andrebbero organizzate in maniera differente. “Ho 35 anni di esperienza alle spalle – sono le sue parole – e ho partecipato a diverse competizioni, nazionali e internazionali, aggiudicandomi molti premi e riconoscimenti. Oggi posso dire che la maggior parte dei concorsi andrebbe strutturata diversamente. Ci vuole, alla base, più formazione. Dopo lo svolgimento della gara i professionisti andrebbero seguiti in maniera più continuativa e costante”.

Criteri di scelta

Iscriversi al concorso giusto è di fondamentale importanza al fine del raggiungimento di obiettivi importanti, come quello di ampliare le proprie conoscenze o di affermarsi all’interno del segmento. Le competizioni che generalmente riscuotono maggior successo, sono quelle a maggior tasso di creatività e innovazione. Due elementi, che caratterizzano il percorso professionale di Massimiliano Stamerra, plurimedagliato campione di pizza acrobatica e titolare della Pizzeria Capri New Style di Gallipoli, in provincia di Lecce. “Tra i concorsi che in questo momento attirano maggiormente la mia attenzione, vi sono quelli che presentano categorie particolari, come quella Gluten Free, che consente di esplorare, in modo creativo, la dimensione degli impasti alternativi, molto richiesti nell’ultimo periodo”. Ha un forte richiamo all’attualità anche la categoria che vede protagonisti gli ingredienti di stagione e quelli regionali. “Partecipare a una gara di questo tipo – dice il campione mondiale Angelo Rumolo, di Grotto Pizzeria Castello, che si trova a Caggiano, Salerno – contribuisce a far emergere le tante eccellenze del nostro territorio e fornisce ai pizzaioli ottimi spunti per la creazioni di nuove farciture, con ingredienti di stagione. Un esempio? Il mio abbinamento tra il carciofo bianco di Pertosa e gli asparagi selvatici”.

I consigli dei veterani

I concorsi indetti in Italia e all’estero, lo sappiamo, non si rivolgono solo ai pizzaioli che sono già campioni. Da loro, però, arriva un utile suggerimento, specialmente per chi, a queste gare gastronomiche, si avvicina per la prima volta.  Il consiglio di alcuni tra i ‘big’ del settore è quello di affrontare la competizione con umiltà e con tanta voglia di imparare, cimentandosi dapprima nelle categorie più classiche e tradizionali. Per vincere e sperimentare, c’è tempo.

 

 

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