Pizza versione 2.0

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Parafrasando un vecchio detto popolare che recitava “una volta qui era tutta campagna” potremmo scrivere “una volta qui era tutto un volantino”. No, non stiamo dando i numeri, o meglio li stiamo dando, ma sono quelli chiamati in gergo 2.0, relativi alla comunicazione, al web. Insomma, in questo numero del vostro giornale i nostri e vostri occhi sono puntati soprattutto sui social media. È un fenomeno relativamente recente ma di un’efficacia e potenza che forse pochi potevano prevedere: Facebook, Twitter e altri più o meno efficaci. Noi prendiamo  in esame soprattutto i primi due. Una volta, come accennato, tutto era affidato a insegne, volantini, passaparola. Che questi modi di comunicare siano sempre validi nessuno lo mette in discussione, ma è altrettanto innegabile che la formidabile potenza del web e del mondo “virtuale”, sempre più diffuso e importante, abbia cambiato, e ancora lo stia facendo tutto il panorama della visibilità di molti contesti imprenditoriali. Se è vero, infatti, che i social network erano in origine nati per favorire le amicizie virtuali fra le singole persone, molti professionisti hanno presto capito che potevano diventare un formidabile veicolo per il loro lavoro. Fate caso a quante pagine sono riservate alle aziende e quanto tempo ed energie queste dedicano al loro sviluppo. I risultati? Notorietà, visibilità, passaparola, contatti… In una parola, business.

 

 

 

Contatti e post

 

Partiamo dal colore azzurro, quello identificativo di Facebook, il social network più diffuso: ”Ricette, consigli, opinioni, domande e risposte – speiega Raffaele Tagliafierro del Ristorante Pizzeria Cremonese di Cremona -. È questo il menù della pagina del mio locale su Facebook. Ovviamente condivido e ospito segnalazioni e ‘post’ di persone che fanno il mio stesso lavoro, e non vedo perché mai non dovrei farlo. Giova a tutti noi, ci permette di crescere professionalmente, di scambiarci consigli e idee, contribuisce a creare contatti e a far girare la voce”. C’è poi chi, di questo mezzo, ne fa un uso massiccio e scaltro, come Annalisa Serafini de Il Roccolo di Terni: “Seguo personalmente la pagina del mio locale. La aggiorno quasi quotidianamente, rispondo sempre a tutti coloro che scrivono e pubblico regolarmente ricette e video presenti sul mio blog e sul mio canale Youtube. Tutto questo non mi costa, in termini di tempo, e neppure mi pesa perché amo il mio lavoro e tutto ciò che questo comporta. Oltretutto il mio mix tecnologico si rivela vincente: attiro clienti nuovi, stringo partnership commerciali con aziende che mi hanno conosciuto attraverso la pagina Facebook…”. Insomma, di quello che è il social network più usato ognuno ne fa l’utilizzo più opportuno, ma i risultati sembrano proprio essere gli stessi, e parlano di contatti, visibilità, clienti e business in continuo movimento.

 

 

 

La forza delle parole

 

Differente il discorso di Twitter: nato con la forte limitazione di un numero basso di caratteri disponibili (non più di 140, ma questo permette “tweet” straordinariamente efficaci e d’impatto) si è ben presto espanso, permettendo anche la condivisione di immagini e video. “Ne faccio un ampio uso – precisa Alessandro Tognetti di Alex Ristorante Enoteca di Marina di Pietrasanta (Lu) – per pubblicare aggiornamenti, novità nel mio menù, eventi e immagini del locale e dei piatti. Questo permette ai miei partner e clienti di essere sempre aggiornati e a me di creare visibilità e nuove opportunità professionali”. Relegato fino a poco tempo fa nell’olimpo della ristorazione di alto livello, Twitter sta entrando sempre più anche nel cuore di pizzerie e pizzaioli, come ci conferma Antonio Saviello della Pizzeria Saviello di San Mango Piemonte (Sa) (www.pizzeriasaviello.it): “Immagini, novità, segnalazioni e condivisioni. Io mi muovo così. E tutto questo mi permette di essere sempre connesso con clienti e amici, a tutto beneficio del mio lavoro, tramite il passaparola che si crea attraverso gli ospiti del mio locale”. Benefici per il vostro lavoro, quindi, sia da Facebook sia da Twitter che, lo dicevamo, sta cominciando a entrare sempre più nel vostro cuore e nelle vostre cucine. Non dimenticando però, ne abbiamo accennato, all’importanza di un blog dove ospitare ricette, foto e discussioni e la condivisione di immagini attraverso Instagram, piattaforma web che permette, opportunamente sincronizzata con i più importanti social media, di condividere le foto più “appetitose”. Tutta fatica? Tempo sprecato e tolto alla vostra professione? Sbagliato, perché è anche sul web che oggi si gioca il futuro della professione. Non penserete di tirarvi indietro, vero? Connettetevi e registratevi, sembra essere l’attuale imperativo categorico. C’è da farci una riflessione.

 

 

 

 

 

Gestire le informazioni

 

 

Le regole per un corretto utilizzo professionale dei maggiori social media prevedono un mix equilibrato di bon ton e buon senso. È bene rispondere a qualunque commento pubblicato sulla vostra bacheca, anche a quelli che, in un modo o nell’altro, vi criticano: ne beneficierà la vostra immagine, così come non ci deve essere nessun problema a ospitare post e opinioni dei vostri colleghi e contatti; e il motivo è esattamente lo stesso. Troppa visibilità, però, può far male: va bene, qualunque social media voi usiate, pubblicare foto, video e post, ma con moderazione. Inutile, se non dannoso, riempire quotidianamente la propria pagina, con il rischio di annoiare chi riceve i vostri aggiornamenti (ricordate che con i sempre più diffusi smartphone chiunque sia collegato con voi vi leggerà). Anche in questo caso ne va della vostra visibilità e dell’interesse verso di voi, che andrebbero rapidamente evaporando: l’effetto boomerang sarebbe quasi certamente assicurato!

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