Sapersi reinventare

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Forse già dalla fine di quest’anno, più probabilmente dal prossimo, si comincerà a vedere qualcosa di buono. Parliamo di ripresa, economica e professionale; stentiamo a vedere la luce in fondo al tunnel ma, prima o poi, ne usciremo. E questa crisi ha toccato, e ancora lo sta facendo, tutti i settori lavorativi: chi più chi meno, siamo tutti in difficoltà, impegnati a stare a galla. Ma questo non basta, perché ognuno di noi deve metterci qualcosa: ingegno, professionalità, fantasia per inventarsi qualcosa di nuovo, di diverso. E questo qualcosa, oltre a tamponare la falla, deve rappresentare una base solida per costruirsi e garantirsi un futuro professionale: qui non si tratta di gestire l’emergenza, ma di gettare le fondamenta per un nuovo modo di vedere il proprio lavoro. Pensate: se ben gestito, con cuore e cervello, tutto questo non può che fare bene al vostro locale, ai vostri cilenti, ai vostri guadagni. In una frase, bisogna sapersi reinventare, e questo vale sempre e comunque, ma soprattutto in un periodo buio come questo. Non basta più stare a galla, occorre pensare a qualcosa di nuovo e di diverso, perché diverso sta diventando il mondo del lavoro, e sarà sempre più così. Questo è quindi un viaggio al centro della crisi nel vostro lavoro, per sentire da voi cosa ne pensate, cosa avete fatto e farete, che soluzioni avete in mente.

 

Resistere e investire

“Qui la crisi c’è e si sente parecchio – è l’opinione di Gabriella Fortina del Ristorante Pizzeria Civoleva di Novara (www.ristorantepizzeriacivoleva.com) – e se in più si considera che la nostra non è una città che brilla in vivacità… La soluzione? Non posso far altro che tenere duro e continuare a offrire la stessa qualità di prima rinunciando a una buona fetta di guadagno, senza alzare i prezzi. Gli investimenti, di qualunque tipo, ora non me li posso certo permettere”. Resistere, resistere, resistere, ecco la sintesi, comune a molti, di chi ora non può proprio fare di più. C’è però chi ha deciso di rompere il salvadanaio e di investire ciò che ha messo da parte per proporre qualcosa di diverso. E’ il caso di Daniela Sculli, del Ristorante Pizzeria Da Giovanni-Al Cavallino Rosso di Prato (www.ristorantedagiovanni.eu): “Una rinfrescata al look del mio locale, nuove proposte gastronomiche e un menù che cambia ogni settimana. Ecco la mia ricetta, che spero funzioni. A Prato siamo in parecchi a fare questo lavoro, e la presenza massiccia di operatori cinesi, anche nel settore della ristorazione, si fa sentire parecchio. Praticano prezzi bassi e il lavoro ne risente. Non voglio essere uguale a tanti altri, devo fare di più e di diverso. Se ne voglio uscire bene e a testa alta questo è il momento per provarci!”. Beata incoscienza? Tutt’altro, è in investimento, magari rischioso, sul proprio futuro professionale; ma se funziona…

 

Uno stimolo per osare

C’è poi chi della crisi approfitta non tanto per tentare il tutto per tutto, quanto per dare una svolta definitiva alla sua professione: non è un azzardo, è adrenalina pura, ma gestita con saggezza. E Antonio Benevento della Pizzeria La Frasca di Potenza (www.pizzerialafrasca.com) ne sa qualcosa: “E’ il momento di osare, ma con giudizio e strategia. Voglio dare una svolta, definitiva, al mio locale: un arredo-atmosfera più in linea con il target dei miei clienti, menù e serate a tema, ricerca continua della fidelizzazione anche attraverso e-mail e web, forme particolari di sconti per i clienti abituali. Non dico certo che tutto faccia brodo e non voglio sparare nel mucchio, ma devo approfittare di questo periodo per gettare le fondamenta per un nuovo modo di lavorare. Non tampono una falla, voglio costruirmi un nuovo futuro professionale”. Già perché, comunque vada, e ne accennavamo all’inizio, la sensazione è che alla fine della crisi nulla sarà più come prima; in un modo o in un altro il mondo del lavoro cambierà per tutti. Come ancora non si sa, ma è bene prepararsi, e forse questa crisi è anche un bene, perché per certi versi il mercato è saturo e stanco e ci vogliono novità, un cambio d’aria. Non vuole suonare come una minaccia, ma come un probabile dato di fatto. Volete farvi cogliere impreparati? E’ il futuro che avanza, e non guarda in faccia a nessuno.

 

Formule mirate

 

Locale che vai, soluzione che trovi? Secondo Gerlando Vermi, del Ristorante Al Porticciolo di Agrigento (www.ristorantealporticcioloag.com) è proprio così: “Ho pensato a formule mirate per i turisti stranieri, che nel mio caso rappresentano la quasi totalità dei clienti. Un’attenzione particolare alle loro preferenze alimentari, menù in lingue diverse, personale con una buona padronanza dell’inglese e, non ultime, la possibilità di sconti per famiglie numerose e nel caso di più pranzi o cene nel mio ristorante convenzioni particolari e possibilità per i miei ospiti che lo desiderino di aiutarli a organizzare gite in barca. Sono formule che premiano; non escludo a breve di crearne altre”. Fantasia e cervello quindi e, soprattutto in casi come questo, paga parecchio il mettersi dall’altra parte della barricata e immaginare i desiderata della clientela. Il turista non può che sentirsi veramente coccolato.

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