Formula da 10 e lode

Se capita, e purtroppo talvolta capita, di incappare in operatori avidi che al momento di preparare il conto si rivelano abili giocolieri lo denunciamo su queste pagine. Se capita di incappare in un servizio frettoloso, sgarbato, svogliato e supponente, pure. Se capita di finire in un locale dove l’igiene lascia a desiderare, idem come sopra. Del resto siamo qui anche per segnalarvi i comportamenti viziosi della vostra professione, affinché li teniate alla larga e possiate lavorare sempre al  meglio. Allo stesso modo, se capita di incrociare ristoratori virtuosi è una gioia poterlo urlare ai quattro venti. E di recente ci è capitato. In questo caso, per essere ancor più concreti, ci piace mettere in evidenza non solo gli elementi di valore, ma anche le coordinate del locale. L’azione e il suo artefice. Siamo a Milano in via Nerino, pieno centro. Il locale prende il nome della strada e del numero civico: Nerino 10. Un ristorante con cucina a vista, materie prime in esposizione, un’area bistrot e la sala ristorante ampia, con tavoli ben distanziati. L’arredo oscilla tra design e classico; un locale bello, sobrio, ma caldo e accogliente. Il personale è attento, gentile, educato, premuroso. La formula prevede due menù del giorno a 8 euro (primo, dolce, acqua, calice di vino o bibita in lattina e caffè) e 10 euro (antipasto, secondo, acqua, calice di vino o bibita in lattina e caffè). Un equilibrio perfetto tra costo e beneficio, tenuto anche conto che la zona e ricchissima di uffici e negozi. La regola aurea della pausa pranzo chiede infatti un pasto leggero e soddisfacente a un prezzo light in un ambiente rilassante. In alternativa, valida soprattutto per la sera, il menù stagionale, che in Primavera si articola in antipasti, cozze (10 opzioni), primi, griglieria (scelta in esposizione), insalateria, contorni, secondi e dolci. In due abbiamo degustato alici in panur milanese, insalata di polpo, spigola e orata alla griglia, insalata, patate al forno, acqua e vino della casa, una bottiglia di Montepulciano d’Abruzzo, stappata sotto il naso. Il conto? 65 euro.

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