L’amaro stil novo

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Era nell’aria. E così è stato. A Londra è stata inaugurata a metà settembre la pizzeria Bunga Bunga. L’immagine del locale, come si evince dalla home page del sito – www.bungabunga-london.com – raduna simboli che il mondo ci invida, ma li propone in tono grottesco per attrarre la clientela, sciorinando un trito e ritrito sedicente italian style. La proprietà del ristorante pizzeria di Battersea Bridge Road ha pensato a tutto e non ha fatto mancare alla clientela nemmeno la sala karaoke per intonare chissà quali arie da opera o melodie della tradizione partenopea. Speriamo che almeno le pizze siano buone. Keith Miller, il giornalista del Daily Telegraph che ha riportato la notizia, sostiene che sono quelle “romane” sottili e croccanti e che le bruschette arrivano in tavola su un rustico tagliere. Non si pronuncia però sul nome delle pizze riportato in menù e noi non siamo riusciti a scoprire se lo abbia fatto per decenza. C’è solo da augurarsi che i camerieri non girino per i tavoli con divise con la scritta “Italians do it better” e le loro colleghe con magliette simili a quella sfoggiata dall’igienista regionale Minetti che suggeriva: “Senza t-shirt sono ancora meglio”. Fantasie (ci si augura, ma non è scontato) a parte, il locale londinese segue il suo tracciato di marketing! Certo, ma lo fa ridicolizzandoci. Sta a noi però non servirgli lo spunto su un rustico tagliere. Quello che fa davvero tristezza è che tra i luoghi comuni che hanno sempre caratterizzato oltreconfine il Bel Paese – e di cui ci siamo sempre lagnati – ce n’è uno inedito che sta dominando le classifiche. A tal punto da trasformarsi in un vocabolo universale e in un’insegna acchiappaclienti. Nell’esportare cultura non ci batte nessuno.

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