Un salamino di peso

cacciatore

Nel 2012 sono stati prodotti e certificati quasi 12.500.000 “Cacciatori”, ovvero circa 3.650.000 kg (+9% rispetto al 2011), per un giro d’affari alla produzione vicino ai 30 milioni di euro. Anche sul fronte dell’export il dato è stato positivo con una stima di 400.000 kg di prodotto destinato ai Paesi oltre confine. Grandi numeri quelli comunicati dal Consorzio di tutela dei Salamini Italiani alla Cacciatora per questo piccolo salume, che tra i salami tutelati Dop (Denominazione origine Protetta) e Igp (Indicazione Geografica Protetta) si conferma al primo posto rappresentando il 65% della produzione. Costituitosi a maggio del 2003, con lo scopo di proteggere e promuovere i Salamini Italiani alla Cacciatora Dop, il Consorzio rappresenta oggi 26 aziende. I consorziati hanno una etichettatura comune e uniforme (un tassello consortile di facile e d’immediata identificazione) per facilitare la riconoscibilità del prodotto. “I dati sono senza dubbio positivi, anche considerando che nel 2012 praticamente tutta la produzione è stata realizzata dalle aziende aderenti al Consorzio, a conferma del valore riconosciuto non solo al prodotto ma anche alla costante attività di tutela svolta”, ha commentato il presidente del Consorzio Lorenzo Beretta. Tra le chiavi del successo del Cacciatore vi è la particolare praticità d’uso: è infatti uno dei pochi salumi che si prestano a essere consumati come snack. Inoltre il suo gusto dolce riscuote l’apprezzamento di un gran numero di consumatori. E poi ci sono i vantaggi del marchio Dop, a garanzia di un prodotto di qualità, certificato e controllato.

 

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