C’è del marketing in quella regina

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“Anche la regina Margherita mangia il pollo con le dita”. Questa la frase a effetto, con tanto di rima, è diventata un tormentone in seguito al viaggio della regina a Napoli, anno 1889, quando la sovrana per farsi benvolere da popolo prese un cosciotto di pollo con le mani, alla faccia dell’etichetta. Una mossa molto astuta che la rese ancor più popolare e amata, un’abile una strategia di marketing a tutto vantaggio della propria immagine. Di escamotage in escamotage, l’intelligente e avveduta Margherita riuscì a costruirsi un’immensa popolarità. Il risultato fu che al suo nome fu associato di tutto. Oltre alla celeberrima pizza le vennero dedicati dei biscottini a Stresa (le «margheritine»), un panforte a Siena, un rifugio sul Monte Rosa, un paese in Puglia, un ospedale a Torino, grotte a Frosinone, giardini a Bologna, un lago in Etiopia. Qualcuno azzarda anche il nome di un fiore.

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