Pizza, bene comune

pensieri

La pizza è un bene comune, un simbolo collettivo, globale. Lo sappiamo tutti e per bene. Per cogliere la portata del fenomeno basta fare un giro su You Tube e cercare il termine “pizza”: si apre un infinito domino di collegamenti. Una galassia internazionale di filmati che rappresenta il mondo dei professionisti, quello dei gourmet, quello degli spot delle grandi catene o di singoli esercizi commerciali, per non parlare dei video amatoriali. Al proposito, sul fronte advertising una sugosa farcitura può scivolare su una camicia immacolata e tirare la volata a un detersivo oppure, in modo inversamente proporzionale, i cartoni per la pizza d’asporto possono diventare una superficie molto interessante per veicolare messaggi o promuovere altri prodotti. Pizza comunque sempre protagonista, anche nel determinare lo sviluppo di uno spot tv. E’ il caso del format ‘La sorprendente storia d’Italia’ che segnala l’offerta Internet Senza Limiti di Telecom Italia. Qui il testimonial Nicola Savino, navigando in Internet, si imbatte in un divertente filmato sulle origini della forma tonda della pizza, scoprendo una storia sorprendente. I creativi che hanno animato la campagna pubblictaria hanno fatto nascere il piatto più famoso del mondo nel fantomatico ristorante napoletano Jett’A Pizza dove la consegna a domicilio avviene lanciando pizze fumanti a mo’ di frisbee. E il bravo Savino, mentre naviga senza limiti, cosa fa? Ne addenta con gusto una fetta fragrante. Morale: la pizza è un alimento-elemento centrale e trasversale per milioni di persone. Fa quindi più che bene a (ri)candidarsi per il biennio 2013-2014 alla conquista del bollino Unesco che la inserirebbe nella lista dei beni Patrimonio dell’Umanità. Sarebbe un riconoscimento dovuto.

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