Il Brasile della pizza

La febbre dei mondiali è appena passata ma il Brasile è rimasto in vetrina per oltre un mese rinnovando l’interesse di potenziali turisti da tutto il mondo. Si conferma una meta di eccellenza per il clima, il cibo, lo stile di vita dai ritmi più umani. Oggi tutti ne parlano, ma Gi.Metal si è affacciata sul mercato brasiliano nel 2009 e da allora ha pianificato lo sviluppo per arrivare a una distribuzione capillare dei suoi prodotti. La storia è cominciata cercando di capire come viene realizzata e consumata la pizza brasiliana allo scopo di offrire gli attrezzi più idonei agli operatori professionali. In effetti si tratta di un prodotto molto diverso da quello italiano, con un impasto con una lievitazione brevissima che risulta per nulla elastico e richiede una fatica immane per essere steso. La fatica sembra essere di casa però visto che un palettino per cuocere la pizza pesa 7-8 kg; immaginate come deve essere arrivare a fine serata. Pala di legno per la preparazione quindi, con la pizza stesa direttamente sulla pala e condita abbondantemente con un’ampia varietà di ingredienti. È possibile fare una pizza per volta e non di più ma è altrettanto vero che la norma è quella di condividere la pizza in più persone perché anche se di misura piccola è decisamente pesante. Il tipo di impasto e la quantità di condimento infatti rendono possibile saziarsi con un paio di spicchi!

 

Lo stile italiano

Fin da subito Gi.Metal ha anche cercato di raccontare il modo italiano di fare la pizza evidenziandone i vantaggi. Non è stato e non è tuttora semplice perché ci si scontra con tradizioni e abitudini diverse dalle nostre e la resistenza al cambiamento è sempre forte (non diversamente, però da come accade anche da noi). In questa opera è risulatata fondamentale la cooperazione con le altre aziende italiane presenti sul mercato per condividere questo sforzo enorme di comunicazione. Presentandosi in gruppo si è ancora più credibili e si dividono costi decisamente importanti. In questo modo Gi.Metal è diventata il riferimento di mercato per gli utensili pizzeria di qualità. Anno dopo anno, fiera dopo fiera, sono ormai tantissimi i pizzaioli che hanno vinto la diffidenza e comprano senza indugio la gamma di prodotti azzurri che viene dall’Italia. A volte li usano al modo brasiliano, a volte, ma raramente, in quello italiano. Fra l’altro la figura del proprietario di pizzeria e quella dei suoi dipendenti pizzaioli (mai uno solo vista la lentezza del processo) sono sempre distinte e questo apre uno scenario di crescita molto ampio nel futuro per i pizzaioli che vorranno crescere e diventare imprenditori di se stessi. “Quello che ha intrapreso Gi.Metal – sottolinea Marco D’Annibale, titolare dell’azienda toscana – è un percorso lungo, che richiede infinita pazienza, perseveranza e la dedizione di persone motivate. Al proposito è impossibile non chiamare in causa, e ringraziare, Henrique Cavazotti Coelho, il responsabile della filiale brasiliana che fin dal primo giorno ha sposato la causa Gi.Metal  condividendo e promuovendo direttamente come protagonista tutto il processo di crescita. L’azzurro comincia a essere di casa anche nelle pizzerie brasiliane, un inizio promettente”.

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