Bello e possibile

Bello da far invidia con quei muscoli di vetro temperato e quel cuore e cervello tutto italiano. Piacerà alle donne ma anche agli uomini perché e un vero “bull”. Parliamo, naturalmente, delle donne pizzaiole e degli uomini pizzaioli perché il Bull a cui facciamo riferimento è l’ultimo forno nato dalla genialità di Andrea Ricci e dallo staff di Italforni di Pesaro, azienda da sempre attenta al mercato e alle sue evoluzioni. E un bello, anzi un Bull così, non poteva che essere presentato a distributori e installatori italiani e stranieri in un luogo altrettanto suggestivo: l’Urbino Resort, struttura dislocata sulle colline marchigiane in una tenuta di 560 ettari con tanto di incantevole laghetto.

 

Gli uomini dell’azienda

Quella che ha celebrato una nuova era, un nuovo modo di concepire il forno, è stata una giornata intensa, pregna di contenuti tecnici ed emozionali. Una giornata alla quale era presente tutto l’alto comando dell’azienda marchigiana: Andrea Ricci con il padre Bruno, il fratello Roberto e il socio Branislav Pagani, il direttore commerciale Silvano Ranieri, il tecnologo dell’azienda Giovanni Melis e Raffaele Gerardi di Iabadabadu, agenzia di comunicazione che ha collaborato attivamente alla realizzazione dello splendido gioiello, chiamato Bull perché il design con la prominente cappa aspirante motorizzata e già predisposta per l’impianto anti fumi e odori, ricorda la postura frontale di un toro (appunto bull in inglese) arcuato in avanti.

 

Funzionalità e tecnologia

Ha aperto i lavori Andrea Ricci, deus ex machina dell’azienda marchigiana che ha ringraziato i partecipanti e presentato i relatori. Fondamentale l’affermazione sull’identità alla base della produzione di Bull. “Il 70% dei fornitori è marchigiano e il restante 30% è formato da fornitori comunque italiani”, ha sottolineato Ricci. Segno che è possibile realizzare delle splendide attrezzature senza dover utilizzare fornitori d’oltre confine. E segno anche che qualità e genialità italiana non sono secondi a nessuno. Gli aspetti tecnici sono stati esposti da Giovanni Melis, tecnologo dell’azienda. “Bull rappresenta l’azzeccato perfezionamento di Euro (un altro dei forni vincenti di Italforni, ndr) e al fascino del suo design aggiunge funzionalità e tecnologia già consolidate dalla nostra azienda. Pratico e facile da usare grazie al sistema touch dei comandi, previsto anche per la cella di lievitazione, Bull dispone di nove programmi di lavoro”.

 

Una, due o tre camere

Assemblato in acciaio altamente resistente con una serie di viti che consentono la eventuale sostituzione di parti singole, Bull è rivestito di vetro colorato, temperato e resistente agli urti e alle alte temperature (è stato mostrato un video nel quale Melis e Ricci colpiscono ripetutamente il forno con una pala con l’unico risultato di piegare la pala senza scalfire il rivestimento del forno). Disponibile a una, due o tre camere da 120×110 cm (con interno in materiale refrattario) oltre ai colori standard rosso e nero, può essere personalizzato con tutti i “Colori Ral” oltrechè con serigrafie del locale che lo ospita. Il tutto “dentro” a un design che stupisce. Ha chiuso i lavori del pomeriggio Silvano Ranieri, direttore commerciale Italia, che ha salutato gli area manager di Italforni e sottolineato che “con Bull apriamo la strada a un nuovo concetto di forno”. Poi tutti a cena nel ristorante sul lago dell’Urbino Resort, con premiazione di Umberto Musi e Giuseppe Marino (storici collaboratori di Italforni) e spettacolo con Mr. Sandro il mago e Mikele Tomatis il trasformista. Il forno entra in una nuova era. Ma Italforni è già oltre. Entro l’anno, un “fratellino” di Bull capace di sfornare sei pizze. E sempre bello da far invidia.

 

Emozione  in controtendenza

Raffaele Gerardi di Iabadabadu, agenzia di comunicazione che ha curato il design, nonché lo sviluppo del progetto in coordinamento con lo staff di Italforni ha raccontato la nascita di Bull. “L’idea è nata perchè volevamo creare un’emozione in controtendenza, quella che viene definita contro intuitività, cioè fare qualcosa che l’altro non si aspetta. Prendete per esempio le pubblicità: chi avrebbe mai pensato che un uccellino potesse diventare il protagonista principale di un’acqua minerale? Invece funziona”. Partendo da questo presupposto e da alcuni esempi emozionali collegati alla pop art americana di qualche decennio fa, Gerardi ha spiegato l’origine dell’idea del design di Bull. “Realizzare un progetto completamente rivoluzionario, che rappresenta per chi lo possiede uno status accessibile, una componente di arredo bellissima senza essere ostentata, che si identifica con la personalità di chi lo possiede”.

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