Gi.Metal: i nostri primi, gloriosi 25 anni

Leader nella produzione e commercializzazione di attrezzature per la ristorazione e pizzeria, l’azienda è nata nel 1986 in una piccola officina a Prato. Negli anni è cresciuta grazie all’impegno di Marco D’Annibale, del papà Giovanni e del fratello Carlo, fino a diventare un marchio internazionale di tutto rispetto.

 

Non è un caso che, dovunque vada, lo chiamino mister Gi.Metal. Perché, se dobbiamo dare a Cesare quel che è di Cesare, allora bisogna riconoscere che è lui l’uomo immagine e il vero motore dell’azienda. E’ lui quello che incontri alle fiere, quello che ha contatti con rivenditori e pizzaioli, che delinea le strategie commerciali e incarna l’immagine di un’azienda che, proprio nel 2011, celebra 25 anni di attività. Sacrosanto giubileo dunque per Gi.Metal, ditta toscana con sede a Prato, leader nella produzione e commercializzazione di attrezzature per la ristorazione e la pizzeria e legittima soddisfazione per Marco D’Annibale, senza nulla togliere al fratello Carlo, al padre Giovanni che ormai ha passato a Carlo il testimone, e tutto il team aziendale. Il segreto di tanto successo? Sorride Marco D’Annibale: “La ricetta è semplice: tanto lavoro fatto con serietà rispettando clienti, fornitori, dipendenti, volando basso ma covando grandi ambizioni. Se a tutto ciò si aggiungono le nostre capacità, la determinazione nei momenti difficili, ecco sfornato un buon risultato”.

 

Una storia da raccontare

La storia di Gi.Metal comincia nel gennaio 1986, in un’officina da fabbro di 45 mq dove Giovanni D’Annibale scelse di mettersi in proprio, dopo 6 anni come capofabbrica in un’azienda che produceva carrelli per ristoranti e dove, su richiesta, si fabbricavano anche pale per pizza. Oggi core business di Gi.Metal le pale per pizza cominciarono a venire prodotte sistematicamente un paio di anni dopo la creazione dell’azienda (la lamiera si tagliava con le forbici e non c’era bisogno di strumenti sofisticati), insieme a qualche attrezzatura necessaria per i locali dove si fa ristorazione. “Sì, tanto impegno ed entusiasmo, ma nessun progetto di ampliamento nè strategia commerciale”, ricorda il fondatore. E’ a questo punto che entra in scena il figlio Marco, in quel periodo neodiplomato, iscritto a economia e commercio, ragioniere in un’azienda locale oltreché contabile della neonata ditta di famiglia. Ricorda Marco D’Annibale: “I due anni da dipendente mi andavano stretti, mi ero stufato della vita d’ufficio e – durante il servizio militare – nelle notti di guardia alla Cecchignola ho avuto la visione, indefinita ma di ampio respiro, di come quei prodotti venduti in poche decine di pezzi (135 pale in tutto il 1988) potessero diventare molti di più, e venire venduti in tutta Italia e anche all’estero. Da figlio di operaio non avevo certo respirato l’aria giusta per pensare alla grande ma, dentro di me, c’era come un fuoco sacro”.

 

Una carriera in salita

Quando conosci Marco D’Annibale capisci subito che ha una marcia in più. Che la Toscana, l’Italia, l’Europa gli sta stretta (per questo ha creato – nonostante certe resistenze – due filiali estere: a Chicago per il mercato Usa e l’ultima in Brasile), che quando parla e sembra distratto in realtà pensa, progetta, elabora perchè il suo cervello è come un computer costantemente on line. Non a caso è anche presidente del Consorzio ProPizza. Ma torniamo alla storia di Gi.Metal: “Superato lo stupore e la resistenza in famiglia ho imparato a lavorare innanzitutto in officina, tagliando e stampando a mano la lamiera per le pale e poi andando in giro, con una mitica 127 diesel Panorama, a vendere quei prodotti”. Prodotti che, nel tempo, sono aumentati e migliorati, sono diventati tecnologicamente sempre più avanzati, accolti con entusiasmo dai professionisti del settore perché permettevano loro di migliorare il lavoro e quindi guadagnare di più. “Trascurando le esperienze in officina, formative ma non di mio interesse la mia esperienza è cresciuta in campo commerciale fino ad avere, oggi, una “griffe” nel mondo pizza – continua Marco D’Annibale. “Il contatto con i pizzaioli è stato fondamentale per capirne le esigenze e riportare in azienda le informazioni necessarie per realizzare i prodotti che il mercato richiedeva”. Perché alla Gi.Metal, dietro le quinte oltre a papà D’Annibale c’era Carlo, l’altro fratello, responsabile della produzione e impegnato a concepire e realizzare prodotti sempre innovativi.

 

Tutti per uno uno per tutti

Una suddivisione dei compiti che non ha mai innescato attriti, ma anzi consolidato lo spirito da team, quella filosofia vincente da “uno per tutti, tutti per uno”. In poche parole quel collante che, insieme alla professionalità e alla voglia di sgobbare ha fatto, nel tempo, decollare l’azienda. Sorride Marco D’Annibale: “All’inizio non c’era un progetto di ampio respiro, le ambizioni sono cresciute strada facendo, realizzando quello che si poteva fare per ottenere di più. La nostra è una consapevolezza maturata lentamente, forse troppo, con coraggio ma anche paura di sbagliare, paura di fare il passo più lungo della gamba”. Oggi Gi.Metal è azienda industriale e artigiana allo stesso tempo di tutto rispetto, con un portfolio di prodotti ad altissima qualità, un discreto numero di dipendenti e un fatturato di tutto rispetto, presenza alle principali fiere italiane ed straniere, una rete commerciale consolidata, 2 filiali estere per conquistare nuovi mercati.

 

Visioni oltre l’orizzonte

Certo, le stelle hanno sorriso al coraggio e all’avventura di Gi.Metal e al traguardo di questi primi 25 anni si è arrivati, come sottolineano i due fratelli, “grazie, anche, alle persone che via via sono entrate a far parte dell’azienda, e oggi garantiscono un patrimonio di professionalità invidiabile. Abbiamo un rapporto privilegiato con la nostra clientela che ci sceglie anche per la capacità di capire e risolvere i loro problemi. Non credo siano molte le aziende, delle nostre dimensioni, in grado di curare in proprio tutte le fasi: dalla progettazione, produzione, logistica, commercializzazione”. Già perché Gi.Metal è azienda che, grazie alle intuizioni di Marco, guarda lontano. Che in tempi di globalizzazione pianifica giustamente strategie senza confini. Precisa ancora Marco: “Puntare sull’estero è stata una tappa importante della nostra crescita; come spesso succede in queste scelte non c’è stato un calcolo puntuale di costi e benefici (se lo avessi fatto, forse, non avrei proseguito). Ma è stata l’ambizione e una visione imprenditoriale ampia a farci volare lontano e superare gli ostacoli”. Ne valeva la pena? La risposta è pronta: “E’ stata una scuola formidabile, un’esperienza eccezionale che ha permesso, a una piccola azienda artigianale come la nostra, di arrivare solo dove i grandi osano. Oggi la consapevolezza è diversa e l’ultima sfida, la filiale brasiliana, è ricca di incognite ma studiata e messa in atto con strumenti di pianificazione mai avuti prima”.

 

Il prezzo (salato) del successo

Congratulazioni, applausi e champagne dunque per il giubileo di Gi.Metal che è anche legittimo orgoglio del made in Italy. Le sue pale per pizza sono diventate mitiche (leggerissime, belle, trattate con una tecnica che le rende igienicamente imbattibili), come i carrelli per i vassoi, le teglie, i coltelli rotondi per tagliare pizza e le palette per servirla, gli attrezzi per tenere pulito il forno, le borse per consegnare la pizza calda a domicilio e perfino il motorino. Volete togliervi uno sfizio? Controllate come i prodotti Gi.Metal sono utili e come si usano dai filmati su You Tube (www.youtube.com/user/gimetalsrl) o consultate il catalogo dell’azienda dal sito (www.gimetal.it) e sappiate che potete anche acquistarli direttamente. Perché Gi.Metal è all’avanguardia anche nella comunicazione online. Ma torniamo al giubileo, e smaltita l’ebbrezza dell’entusiasmo vien da chiedersi: se ogni trionfo ha un prezzo, qual è stato quello di Gi.Metal?  Stavolta un’ombra offusca il sorriso di Marco, l’uomo-azienda che macina centinaia di migliaia di km l’anno, si imbarca e sbarca da centinaia di voli, conosce più alberghi lui di un’agenzia di viaggi. “Inutile sottolineare quanto, per portare il nostro campionario in giro per il mondo abbia trascurato la famiglia, gli affetti, sacrificato il mio tempo e parte della mia vita. E questo, non c’è bilancio positivo che possa compensarlo…”. E’ questa l’altra faccia del successo di Gi.Metal. Ma Marco D’Annibale sa bene che, anche per i prossimi anni, ogni mattina dovrà armarsi di tutto punto come Rambo e buttarsi nella mischia sostenuto dalla sua squadra verso nuove sfide. E’ così che quelli con una marcia in più diventano vincenti.

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