Pizza 100% italiana

La pizzeria Grigoris di Chirignago (Ve) è stata teatro lo scorso 18 settembre di una serata di grande rilievo: la Cena dell’Alleanza. Si è trattato di un importante appuntamento con il gusto 100% made in Italy organizzato in collaborazione con Slow Food Veneto e basato esclusivamente su una degustazione di pizze realizzate al 100% con ingredienti italiani, a partire dalla farina. E la farina è stata Petra. L’impasto di tutte le pizze è stato infatti realizzato con farine di grano tenero italiano Petra macinate a pietra da Molino Quaglia (raccolto 2012 da messi da agricoltura integrata nelle province di Ferrara e Rovigo) e lievito naturale da pasta madre di Lello Ravagnan. Le sette pizze in degustazione sono state farcite con ingredienti di altissima gamma Presidi Slow Food.

 

Un percorso anche culturale

La serata si è rivelata un’occasione unica per conoscere in presa diretta una formula contemporanea di vivere la pizzeria, un’esperienza nuova dove i sapori della tradizione italiana e gli impasti gustosi e ben lievitati diventano il motivo conduttore di un percorso culturale verso la conoscenza degli ingredienti e il racconto delle loro origini. La Cena dell’Alleanza – pizza 100% italiana è stata l’anteprima delle attività che Slow Food e Molino Quaglia conducono in collaborazione al Salone del Gusto 2012 nell’area dedicata alla Piazza della Pizza (25-29 ottobre). Per i cinque giorni dell’evento torinese le farine della linea Petra, macinate a pietra e realizzate al 100% con grano italiano, sono le protagoniste di tutto quello che viene sfornato all’interno della nuova area situata nel corridoio tra il Padiglione 3 del Lingotto e l’Oval.

 

La filiera corta

Il grano che diventa Petra oggi proviene da coltivazioni che si trovano a meno di un’ora di auto da Molino Quaglia e condotte con tecniche di agricoltura integrata conformi al disciplinare Qualità Controllata della Regione Emilia Romagna. Dopo la mietitura il grano destinato a Petra riposa in silos dedicati dove non entra grano proveniente da coltivazioni convenzionali in un ambiente a temperatura controllata che, per quanto possibile, usa il freddo al posto degli insetticidi. Da lì le partite destinate alle macine di pietra arrivano al molino con una “carta d’identità” e con i dati di tracciabilità che ne garantiscono la provenienza.

Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Don't have account. Register

Lost Password

Register