L’innovazione è servita

l'innovazione

“L’impasto della Pinsa è a elevata idratazione – dall’80% fino al 90% di acqua – e questo le permette di essere un prodotto molto superiore alla pizza tonda classica, realizzata con idratazioni dal 50% al 55% in quanto l’elevato contenuto di acqua abbatte il contenuto calorico del prodotto  – le calorie derivano dall’amido della farina – e il prodotto risulta più croccante e più digeribile. Se a tutto questo aggiungiamo una maturazione in frigorifero di almeno 48 ore il prodotto che si ottiene è ad altissima digeribilità e non gonfia mai lo stomaco. Quando nacque la Pinsa mio padre ne curò anche la forma scegliendo di farla ovale per due motivi. Il primo riguarda la cottura del prodotto al fine di farlo rimanere molto più croccante rispetto alla pizza tradizionale. Il secondo motivo è esclusivamente di marketing: bisognava comunicare in tutti i modi al consumatore che era nato qualcosa di diverso. Così abbiamo cominciato dalla forma, inconfondibile. L’innovazione era servita.

Cogliere i segnali

Oggi sembra tutto facile, ma se si analizza questa storia imprenditoriale si deve riconoscere a Corrado Di Marco la capacità di leggere il mercato con 10 anni di anticipo. Quando nacque la Pinsa nel 2001 la sua visione era già molto chiara. Il mercato della pizzeria era estremamente statico, di fatto privo di qualsiasi novità, e soprattutto era prevedibile che si sarebbe saturato in pochi anni in merito al numero delle pizzerie rispetto alla popolazione. Una capacità di cogliere in anticipo i ‘cambi di vento’ che deriva anche dal fatto che dal 1981 insegna presso le scuole di formazione professionale. Negli anni ha avviato alla professione centinaia di nuovi pizzaioli professionisti che in molti casi si sono trasformati in imprenditori avendo deciso di aprire una propria pizzeria. Con la Pinsa Corrado Di Marco ha giocato in contropiede e la risposta del mercato è stata eccezionale anche perché il prodotto era decisamente innovativo e soprattutto generava – e continua a farlo – un fenomeno particolare: chi degusta la Pinsa difficilmente torna indietro. Le rimane fedele. Consapevoli di questo valore aggiunto abbiamo formato un team qualificato di maestri pizzaioli istruttori che gira tutto il mondo per divulgare quest’arte agli operatori professionali”.

 

 

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