Pinsamania, la nuova tendenza

E’ stato addirittura coniato un neologismo: Pinsamania. Ma non è una moda destinata a non durare nel tempo o un’infatuazione del momento; è qualità, eccellenza nelle materie prime e nella lavorazione, è gusto e digeribilità. Di curiosità la Pinsa romana ne ha suscitata parecchia, perché ha rivoluzionato radicalmente il modo di fare la pizza partendo da molto lontano, e cioè da una ricetta dell’antica Roma fatta di semplicità e sapore felicemente riproposta da Di Marco Produzioni Alimentari. Un successo riconosciuto dagli addetti ai lavori, quello della Pinsa romana, che prima di tutto parte dai suoi ingredienti.

Equilibrio di ingredienti

Non si parla più solo di farina, ma di un mix di farine di frumento di altissima qualità, soia rigorosamente Ogm free, farina di riso e pasta acida essiccata. Non un solo ingrediente, quindi, ma vari componenti dosati adeguatamente per dare al pizzaiolo un prodotto di élite, e al consumatore una pizza di alta qualità e digeribilità. A un profano potrebbe sembrare che la Pinsa romana sia un prodotto ridondante di ingredienti, alla fine non necessari per ottenere una buona pizza; e questo rappresenta un errore. La Pinsa romana, infatti, è frutto di anni di ricerche e ciascuno dei suoi ingredienti ha uno specifico scopo. La soia aumenta il fissaggio dell’acqua nell’impasto e conferisce friabilità e colore nelle lunghe lievitazioni, il riso forma un gel che trattiene acqua e dona alla mollica cotta leggerezza e lunga durata, la pasta acida, infine, aumenta la digeribilità del prodotto finito aiutando la lievitazione.

 

Forni d’eccellenza

Quando si ha a che fare con un prodotto particolare e di qualità, anche tutto il resto vale una scelta attenta, soprattutto per quel che riguarda i forni, che devono garantire una cottura omogenea e senza cadute di temperatura, che danneggerebbero la pasta cotta. A questo proposito i forni elettrici di Rinaldi Superforni si sono dimostrati all’altezza della Pinsa romana: i forni a candele ceramiche infatti garantiscono una cottura omogenea e costante, esaltando quindi la croccantezza e il gusto di questa antica ricetta. Ecco spiegata la Pinsamania, un successo non effimero e di qualità firmato Di Marco Produzioni Alimentari e Rinaldi Superforni.

 

A scuola per imparare

La tecnologia della lavorazione della Pinsa romana non si improvvisa: ci sono passaggi che non possono essere trascurati o ignorati da un buon professionista della pizza ed per questo motivo che sono nate le scuole che insegnano le corrette fasi di lavorazione della Pinsa: Pizza Consult, diretta dal maestro pizzaiolo Maurizio Capodicasa, Atavolaconlochef, che trasmette ai suoi allievi tutti i segreti di questo impasto, e la Snip Italia, scuola giovane e dinamica con sedi in Italia e all’estero. Queste scuole per sono aperte a tutti, professionisti e non, l’unico requisito che si richiede è tanta passione per questo mestiere.

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