Trofeo Caputo, edizione memorabile

Che la 2ª edizione del Campionato Mondiale Pizzaiuoli – 11° Trofeo Caputo dovesse confermare la bontà dell’evento nonché il fatto che la pizza a Napoli è davvero parte integrante del territorio e del cuore di questa meravigliosa città, lo speravano in molti. Ma nessuno si aspettava un risultato tanto eclatante: secondo l’organizzazione, infatti, al Campionato Mondiale Pizzaiuoli edizione 2012 si sono fronteggiati dal 21 al 23 maggio la bellezza di 427 concorrenti. E che sia stato un mondiale “vero” lo ha dimostrato anche la eterogenea partecipazione: naturalmente, tantissimi italiani, ma anche delegazioni provenienti da Giappone, Francia, Svizzera, Ucraina, Marocco, Germania, Romania, Brasile, Norvegia, Spagna, Canada, Brasile, Stati Uniti. Organizzato dall’Associazione Pizzaiuoli Napoletani del presidente Sergio Miccù, in collaborazione con Ristorazione Italiana Magazine e sponsorizzata da Molino Caputo, la manifestazione si è svolta anche quest’anno nella splendida cornice del Vulcano Buono di Nola, centro commerciale dotato di un’ampia piazza centrale all’aperto oggi impreziosita da una suggestiva fontana di 250 mq di superficie e diametro di 18 metri che zampilla getti alti 15 metri. Il Trofeo Caputo è stata anche l’occasione per presentare, accanto alle specialità tradizionali, le pizze che sette Maestri Pizzaiuoli hanno dedicato ad altrettante teste coronate d’Europa, in occasione dell’iniziativa “Sette pizze per sette Reali”.

Il lavoro più bello del mondo

E’ stata una tre giorni intensa di gare, nelle quali i concorrenti si sono fronteggiati in diverse categorie: dalla Pizza Napoletana Stg alla Pizza a Metro, dalla Classica alla Junores, dalla Pizza in teglia alla senza Glutine, dalla Acrobatica-Free Style singola alla Acrobatica a squadre, fino alla più larga e alla più  veloce. Mentre a Federico Guerriero è andato il Premio alla Memoria, nella categoria più importante, quella della Pizza Napoletana Stg si è imposto il marchigiano Marcello D’Erasmo, 54 anni, titolare della pizzeria “Mamma Rosa” a Ortezzano (Fermo). “Sono 35 anni che faccio il pizzaiolo e questo per me è veramente un onore troppo grande. Non me lo aspettavo”, ha commentato Un po’ frastornato, molto emozionato, D’Erasmo ha poi precisato: “Devo ringraziare Napoli e i maestri napoletani che mi hanno insegnato questa splendida professione. Grazie a loro, alla loro tecnica, ai loro consigli, svolgo il lavoro più bello del mondo”.

Tecnica e ingredienti

Al secondo posto Gennaro Nasti, origini napoletane ma pizzaiuolo che risiede negli Stati Uniti, dove gestisce la Pizzeria “Via Tribunali” di Portland, Oregon. Terza piazza per il giapponese Takehiko Chiba della pizzeria “Padrino Del Shozan” della città Sendai, provincia di Miyagi. “Il nostro evento vuole confermare che si può essere bravi “pizzaiuoli”, con la u come si dice a Napoli, anche se si è di altre nazioni”, ha dichiarato Antimo Caputo, deus ex machina del Molino Caputo nonché golden sponsor del Trofeo. “Il segreto è imparare la tecnica e usare solo prodotti di qualità. Del resto il nostro è l’unico campionato che premia il Pizzaiuolo e non solo la pizza”, ha concluso Antimo Caputo. In gara anche personaggi celebri del mondo pizza. Come Elizabeth Falkner, Iron Chef californiana, che si è aggiudicata il primo posto nella categoria “Pizza Classica” ed è stata insignita del titolo “Chef Internazionale Trofeo Caputo”. Tra i giurati, che si sono alternati in questi tre giorni, ci sono  stati anche Gennaro Esposito del pluristellato ristorante di Vico Equense “Torre del Saracino” e due pizzaiuoli d’eccezione del calibro di Antonio Starita e Gino Sorbillo delle omonime e celebri pizzerie di Napoli.

 

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