Verace pizza napoletana

Piace a New York, così come a Berlino, Stoccolma, Hong Kong. Ma la pizza è innanzitutto patrimonio italiano, tanto che solo nel nostro Paese è declinata in innumerevoli varietà. E’ amata da Bolzano a Palermo, ma è soprattutto orgoglio di tutti i napoletani, dai quali è amata e difesa a spada tratta, dalle pendici del Vesuvio all’incantevole Posillipo. In particolare quella verace col cornicione e “la pummarola ‘ncoppa”. E la tutela della pizza verace napoletana è il fine dell’Associazione Verace Pizza Napoletana (Avpn), istituzione no profit guidata da Antonio Pace che dal 1984 (anno di fondazione) promuove e tutela la verace pizza napoletana. Una tutela che passa attraverso un disciplinare internazionale che fissa le condizioni per l’ottenimento del marchio “Verace pizza napoletana” e un Albo dei Fornitori Ufficiali per entrare nel quale è necessario, come specifica proprio il disciplinare, “che i prodotti dell’azienda rispondano ai parametri di qualità definiti dal Dipartimento di Scienza degli Alimenti della Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi Federico II di Napoli”.

Certificato di idoneità

Precisa Massimo Di Porzio, vicario e direttore generale dell’Associazione: “La richiesta di condizioni particolari, compresi i parametri di qualità, ha lo scopo anche di incentivare le aziende a creare per migliorarsi e a mettersi sempre in discussione”. E da oggi, nell’Albo Ufficiale di Avpn (che conta 348 pizzerie affiliate e delegazioni estere negli Usa e in Giappone) è iscritta anche Agugiaro&Figna Molini, azienda di grande rilievo con il marchio Le 5 Stagioni che ha ottenuto il “certificato di idoneità” per “Pizza Napoletana”, brand della linea di farine Le 5 Stagioni e per il lievito “Naturkraft – Naturalmente Verace”, un preparato per pasta di pizza a base di lievito madre esiccato. “Anche il lievito madre prodotto da Agugiaro&Figna Molini – puntualizza Di Porzio – ha ottenuto gradimento ed è stato inserito nell’elenco dopo aver superato una serie di rigorosi test”.

Due novità

L’iscrizione di Agugiaro&Figna Molini nell’Albo dei Fornitori Ufficiali di Avpn è stata celebrata presso la sede di Curtarolo (Padova) con una conferenza stampa, una serie di degustazioni e, nel laboratorio dell’azienda, con un approfondimento tecnico sull’utilizzo di “Pizza Napoletana” e “Naturkraft – Naturalmente Verace”, curato dal technical chef Nicola Demo per Agugiaro&Figna Molini e dal maestro pizzaiolo Nicola Vuolo per Avpn. All’evento hanno preso parte lo stato maggiore dell’azienda veneta e una delegazione dell’Associazione Verace Pizza Napoletana guidata dal direttore generale Massimo Di Porzio. Il padrone di casa Giorgio Agugiaro, presidente dell’azienda che, dopo aver accolto gli ospiti, ha annunciato l’accordo e ha preso l’impegno di sviluppare un altro progetto destinato alla Verace pizza napoletana: produrre due nuove qualità di farina, per la media e la lunga lievitazione. E’ stato poi il momento di Massimo Di Porzio. Il direttore generale dell’Associazione ha precisato che la pizza resta “sempre un prodotto artigianale fatto con le mani. Serve quindi sapienza. E un bravo artigiano non smette mai di imparare”.

Orgoglio e impasto

Relativamente alle variabili di gusto alle quali in Italia la pizza è soggetta, Massimo Di Porzio ha affermato che “aggiungendo uno o più prodotti del territorio, la pizza verace non perde il suo cuore napoletano perché tutto dipende dall’impasto”. E con un briciolo di sobrio campanilismo, ha sottolineato: “Napoli non perde il predominio della pizza se la Verace viene degustata in altri luoghi. Ma mangiarla a Napoli è un valore aggiunto”.

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