È tempo di Bread Religion

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Evento ideato da Molino Quaglia quattro anni fa per portare in strada la cucina d’autore in forma di panino, torna Bread Religion, che celebra come protagonista il panino imbottito italiano in chiave “gourmet”. Quest’anno viene però ospitato nella piazza degli sponsor di Identità Golose Milano (4/6 marzo) e vede nuovamente insieme alcuni dei protagonisti dell’indimenticabile prima edizione organizzata nell’estate del 2013 a Este (Pd). “In sintonia con il tema di Identità Golose – spiega Piero Gabrieli, direttore marketing di Molino Quaglia – le postazioni che ogni giorno ospitano i panini e i loro autori rappresentano le cinque tappe ideali della nostra idea di viaggio: quello che inizia dalla terra per arrivare alla tavola attraverso il grano che diventa farina, che poi le mani dell’uomo trasformano in cibo”. Ogni postazione è anche la tappa di un viaggio attraverso gli assaggi dei panini ripieni e i racconti dei suoi autori, con Francesca Romana Barberini nel ruolo di “cicerone”. E alla fine di ogni “viaggio” ognuno può votare il suo assaggio preferito per celebrare tutte le sere il panino più votato di Bread Religion a Identità Golose. Naturalmente il pane, realizzato con lievito madre vivo e farine macinate a pietra o biologiche, viene sfornato di continuo dal vivo nel Forno di Mamapetra presente a Identità Golose e governato, nei tre giorni del congresso, da Roberta Pezzella e Giulia Miatto. Ed è proprio questo il pane utilizzato per le degustazioni di Bread Religion che si alternano durante i tre giorni del congresso di cucina d’autore.

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Il calendario e i protagonisti

Gli assaggi, previsti dalle ore 10.00 alle ore 19.00, sono a base di pagnotte(Lievito Madre e Petra 1, Petra 9 o 1111 biologica), ciabatte (Biga e Petra 1, Petra 9 o 1111 biologica), focacce (Lievito Madre Petra 1, Petra 9 o Petra 5037), panini morbidi (impasto diretto e Petra 1111 biologica), panini con crosta (Impasto diretto e Petra 1, Petra 9 o Petra 1111 biologica), piadine(Petra 5), panini glutenfree. Questi i 25 tra cuochi, pizzaioli, pasticcieri e panettieri coinvolti:
sabato 4 marzo – Loretta Fanella – Operà di San Miniato, Pisa (ore 16-18); Simone Padoan – I Tigli di San Bonifacio, Verona (ore 16-18); Paolo Piantoni– El Forner di Brescia (ore 16-18); domenica 5 marzo – Renato Bosco – Saporè di San Martino Buon Albergo, Verona (ore 14-16); Alberto Morello – Gigi Pipa di Este, Padova (pre 12-14); Giorgio Caruso – Lievità di Milano (ore 12-14); Corrado Assenza – Caffè Sicilia di Noto, Siracusa (ore 16-18); Gennaro Nasti – Bijou, Parigi (ore 16-18); Sara Papa – (ore 16-18); lunedì 6 marzo – Massimo Giovannini – Apogeo di Pietrasanta, Lucca (ore 10-12); Lionello Cera – Antica Osteria Cera di Campagna Lupia, Venezia (ore 10-12); Massimiliano Pica – Massimiliano Pica di Milano (ore 10-12); Andrea Rampinelli – Pasticceria Rampinelli di Milano (ore 10-12); Daniele Torresani – I Dolci di Namura, Milano (ore 10-12); Giuseppe Rizzo – Dell’Angolo di Vittuone, Milano (ore 13-15); Luca Mariani – La Fortuna di Campagnola Cremasca, Verona (ore 13-15); Lello Ravagnan – Grigoris di Mestre, Venezia (ore 13-15); Massimiliano Prete – Gusto Madre di Alba, Cuneo (ore 13-15); Antonio Pappalardo – La Cucina dei Sapori di Rezzato, Brescia (ore 15-17); Corrado Scaglione – Lipen di Tiraggio, Milano Brianza (ore 15-17); Massimo Quaglia – Pane Quaglia di Sant’Urbano, Padova (ore 15-17); Nicola Olivieri – Elementary di Arzignano, Vicenza (ore 15-17); Riccardo Antoniolo – 800 Simply Food di Bassano del Grappa, Vicenza (ore 15-17); Luigi Acciaio – Com’era è di Moncalieri, Torino (ore 17-19); Giuseppe Vesi – Pizza Gourmet di Napoli (ore 17-19).

Portavoce di messaggi

Il panino di Bread Religion è portavoce di messaggi di un’alimentazione sana e attenta al benessere della persona, capace di parlare nello stesso tempo di sapori della tradizione, di origini e territori. Ma non solo. Il panino oggi è anche veicolo di informazione per quanti seguono un’alimentazione e un profilo nutrizionale mirato al proprio stile di vita. Ecco perché il pane è realizzato con grani macinati a pietra che crescono con tecniche di agricoltura integrata e con quelli macinati a cilindri che provengono da agricoltura biologica o convenzionale. I primi danno origine a Petra macinata a pietra, farina che nasce da grano coltivato in Italia con tecniche di agricoltura sostenibile integrata secondo il disciplinare della Regione Emilia Romagna; i secondi a farine Petra biologiche macinate a cilindri di ghisa che nascono da grano tenero coltivato esclusivamente in Italia con tecniche di agricoltura biologica (disponibili in Tipo 0, 1 e Integrale), mentre le farine convenzionali Petra macinate a cilindri di ghisa nascono da miscele di grani Italiani e Ue da agricoltura convenzionale.

 

 

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