La strada della vita

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Cristiano Diodato

Cristiano Diodato è diventato un professionista della pizza alla soglia dei 40 anni. Una passione tenuta a freno per lungo tempo, ma che, una volta liberata, gli sta regalando enormi soddisfazioni. Un percorso in divenire sostenuto da Molino Quaglia e dall’Università della Pizza

 

E’ una storia singolare quella di Cristiano Diodato. Quarant’anni, nato e cresciuto a Prato, oggi è il pizzaiolo-patron della pizzeria La pizza di Rebe inaugurata nel 2011 nella sua città. Ma ieri… “Andiamo con ordine – interviene Cristiano – perché gli eventi si sovrappongono. Ho iniziato a lavorare a 15 anni come barista. Nel tempo, però, mi sono trovato a svolgere le mansioni di aiuto pasticcere, un’attività che mi ha permesso di conoscere da vicino gli ingredienti, le materie prime e la loro elaborazione. Il food ha cominciato così la sua opera di seduzione”. Ma a vent’anni, per molti, è molto più attraente passare il sabato e la domenica in piena autonomia. E così è stato anche per Cristiano, che a malincuore ha deciso di voltare le spalle a una professione che stava lievitando per una che garantisse orari meno vincolanti. “Ho trovato un’occupazione canonica nel settore tessile, a Prato un’istituzione. Week end liberi, ma anche la consapevolezza di non aver coltivato una passione. Il rimpianto di aver abbandonato il mondo del food e il rapporto con la clientela mi ha accompagnato per anni”. Sedici, per l’esattezza. Nel 2009 Cristiano comincia infatti a prepararsi alla sua nuova vita iscrivendosi a un corso base per pizzaiolo. “E’ stato come se mi si fosse accesa una lampadina nella mente – ricorda -. Ma a 36 anni suonati non me la sono sentita di fare la gavetta come un ragazzino. Mi sono così pianificato il futuro”. Saggio ed equilibrato, Cristiano ha deciso di investire i risparmi e la liquidazione in una sua pizzeria. Ottimista, ricco di entusiasmo e determinazione nel 2011 ha inaugurato La pizza di Rebe, dove oggi serve alla clientela pizza tonda al taglio. “Per i primi tempi – racconta – sono stati sufficienti i rudimenti di base del mestiere appresi studiando e guardandomi intorno. Non era però sufficiente; il mio panorama era molto limitato. La nebbia ha incominciato a dissoversi quando un rappresentante di Molino Quaglia, era la fine del 2011, mi ha convinto a provare Farina Petra. Ho capito subito, fin dai primi impasti, che stavo dando una svolta importante alla mia professione”. Cristiano Diodato s’impegna e ottiene buoni risultati; la mancanza di esperienza si fa però sentire. Non riesce a far esprimere Petra secondo le sue potenzialità. Molino Quaglia è di nuovo al suo fianco. “Proprio in quel periodo – spiega Diodato – era in calendario a Prato un seminario per l’utilizzo ottimale proprio di Petra. Mi sono iscritto di corsa e le risposte che ho ricevuto alle mie tante domande mi hanno permesso di incominciare a sviluppare davvero questo prodotto eccezionale. Sono passato dall’impasto diretto alla Biga”. Cristiano Diodato lo scorso novembre ha partecipato al sesto Simposio tecnico PizzaUp e in febbraio ha superato il corso di 1° livello dell’Università della Pizza presso il Laboratorio di Vighizzolo d’Este (Pd). “Sono orgoglioso – sottolinea – di essere entrato in questo gruppo di professionisti di elevato profilo e di grande umiltà. Ultimo arrivato, sono stato accolto a braccia aperte. I prossimi obiettivi? Superare i corsi di 2° e 3° livello, naturalmente”. Cristiano Diodato ha trovato la sua strada e la clientela de La Pizza di Rebe, ci dicono, se n’è accorta ed è in aumento. Il passaparola è una forma di marketing a presa rapida.

 

 

LA RICETTA

 

SAPORE DELLE ALPI

 

Ingredienti: Farina Petra 3, Biga, acqua, sale, olio extravergine di oliva, cuore di pomodoro, fior di latte, taleggio Dop, radicchio rosso Verona, speck Dop.

Procedimento: stendete l’impasto, condite con salsa di pomodoro e infornate. A metà cottura aggiungete fior di latte e taleggio e reinfornate. All’uscita guarnite con radicchio rosso Verona, speck croccante e olio extravergine di oliva.

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