Le versioni di Morello

quaglia alto

Accanto ai punti di riferimento consolidati della Veneto Valley-pizza gourmet (leggi I Tigli di San Bonifacio, Ottocento Simply Food di Bassano del Grappa, Saporè di San Martino Buon Albergo, Grigoris di Mestre) si stanno facendo largo altre pizzerie che puntano sulla qualità degli impasti e l’eccellenza della farcitura. Tra queste, da segnalare la Gigi Pipa di Este (Pd), che da cinque anni interpreta il nuovo corso della pizza italiana grazie all’impegno di Alberto Morello, uno dei primi laureati all’Università della Pizza di Molino Quaglia. Morello propone pizze in due versioni. Quella tradizionale alla napoletana, con cornicione alto, impasto a lunga lievitazione (30-48 ore) con la Biga: pre-impasto di acqua, farina e lievito di birra che nelle successive 16/18 ore viene rimpastato con il resto degli ingredienti. E quella da degustazione, a spicchi, impasto lievitato fino a 48 ore, con lievito madre. Morello ha scelto per tutti gli impasti la farina Petra 3 di Molino Quaglia, risultato della macinazione a pietra di grano italiano tracciato fino ai vicini campi di origine coltivati con tecniche di agricoltura integrata e sostenibile. Tra le pizze da degustazione, oltre alle classiche del menù di Gigi Pipa (bufala, burrata e prosciutto crudo veneto), sono molto apprezzate dalla clientela anche alcune proposte stagionali. Due esempi: la pizza con radicchio tardivo di Treviso, scamorza di bufala affumicata, vellutata di ceci e speck e la pizza Quasi parmigiana con pomodori pelati Petrilli, fiordilatte, melanzana al forno, origano, rosmarino, basilico, parmigiano riserva 24 mesi e pomodoro confit.

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