Come un panino diventa gourmet

quaglia alto

Per diventare davvero gourmet un panino deve essere un prodotto che abbia un senso, perchè non basta scegliere un pane fatto con farine speciali e riempirlo con una farcitura di ingredienti ricercati e di qualità selezionata, di preparazioni elaborate e condimenti Dop e Igp. Bisogna che tutto il lavoro di scelta del pane, dell’ingrediente, della preparazione, dell’assemblaggio  del prodotto finito sia fondato sulla coerenza tra la base e la farcitura, sull’equilibrio sia a livello quantitativo che qualitativo, sia a livello visivo che olfattivo-palatale tra la base, la farcitura e tutti i suoi componenti. Sul trasferimento di un’identità al prodotto: la propria identità, quella del proprio locale. Facile a dirsi e difficilissimo a farsi, ma è sulla soddisfazione di questi criteri assieme che si dà senso al prodotto, che si dà vita a un’emozione per chi lo mangia e si trasforma il panino e chi l’ha fatto in un ricordo indimenticabile, in un’esperienza da ripetere. Il 16 novembre, presso Lascuoladelmolino (Quaglia) a Vighizzolo d’Este (Pd) lo chef stellato Nicola Portinari, del ristorante La Peca di Lonigo (Vi), insegna questo sottile segreto: l’applicazione della logica che trasforma il panino in un prodotto d’autore e seduce il cliente fidelizzandolo. Le basi di partenza? La pagnotta, la ciabatta, il piccolo panino morbido, la rosetta, la focaccia e una croccante cialdina.

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